blog, il diario di bordo di Scrittora

L’ispirazione vien di notte: quando non ho sonno!

Pur avendo in testa di scrivere qualcosa su come mi arrivi l’ispirazione, il vero input l’ho avuto leggendo il post scritto dalla mia amica Eleonora Usai che vi consiglio di leggere.

Leggendo il suo post ho pensato tantissimo a Stephen King e vi spiego il motivo.

Sognavo a occhi aperti.

Fin da piccola per dormire non mi facevo leggere le favole e non contavo neanche le pecore. Sì, ho provato qualche volta a contarle, ma con scarsi risultati che ancora i miei genitori ricordano divertiti. Io per dormire inventavo storie! Sì, già da piccola.

Per esempio quando avevamo il letto a castello e dormivo di sotto, per me quella era una grotta dell’era preistorica e io una bimba che cercava di prepararsi per il grande freddo invernale. Oppure immaginavo amici extraterrestri o altro. Certo ci sono stati dei periodi della mia vita che queste “fantasie” ritornavano durante la giornata e io vivevo nel mondo dei sogni… perennemente. Perché quelle storie mi conquistavano più delle favole che leggevo, poiché ero io a stabilire cosa dovevano dire o fare, io a decidere chi punire o chi avrebbe vinto.

Se crescendo sono riuscita a contenermi durante la giornata – era inevitabile per vivere normalmente – durante la notte queste mie fantasie sono continuate per tantissimi anni, tranne durante la gravidanza e i primi anni di mia figlia.

Il motivo? Per la gravidanza mi addormentavo senza rendermi conto e se stavo sveglia guardavo la tv o pensavo alla bimba. Dopo? Il sonno era così grande che non avevo neanche il tempo di pensare, crollavo e basta.

Ma non è che adesso viva in un mondo fantastico o che io sia pazza (credo). Semplicemente, crescendo, ho scoperto che le mie fantasie potevano trasformarsi in creatività.

Avevo dodici anni quando ho letto la differenza tra fantasia e creatività: la fantasia è la nostra immaginazione, qualcosa che esiste soltanto in noi. Nel momento in cui creiamo qualcosa partendo dalla nostra fantasia per renderla reale quella è creatività.

Quindi mi sono detta perché non farlo?

AlexVan / Pixabay

Tutto quello che pensavo durante le ore notturne poi pian piano diventavano racconti. Sì, lo ammetto, erano orribili e adesso credo (e spero) non esistano più, ma mi sono serviti come palestra.

Crescendo e intraprendendo questo mio percorso nella scrittura ho sempre avuto questo procedimento. La sera cercavo di prendere le mie idee e creare storie o di modificarle, migliorarle per poi diventare scritti. Il mio mondo incantato si trovava tra un letto, una coperta a due passi dal sonno.

Alle volte mi sono chiesta se ero normale, se tutti facciano così (ovvero per dormire inventano storie?). Ho chiesto spesso cosa si pensa prima di dormire e mi è stato detto che ripensano a quello che fanno durante il giorno. Ma veramente lo fate? Mio marito per esempio pensa a quello che dovrà fare l’indomani. Medita e poi, dopo tre minuti circa, dorme di sasso.

Spesso mi si chiedeva: ma dove ti arrivano queste idee. E io mica dicevo la verità, perché vallo a spiegare che sono storie per poter dormire?

Creare storie nella mia testa per conciliare il sonno mi ha aiutato tanto. Soprattutto quelle volte in cui ero in ansia per qualcosa. Sotto le coperte sapevo di potermi rifugiare nel mio mondo, un mondo che poi avrei potuto mettere per iscritto, quindi, in un certo senso, essere reale. Mi sono affezionata tantissimo a molti dei miei personaggi.

L’ispirazione, le parole perfette, le storie, le emozioni migliori arrivano in quei momenti. Io riesco a sentirne il profumo, il sapore, i sentimenti di ognuno di loro e mai, forse raramente, mi sono alzata per scriverne. Perché solo il gesto di spostare le coperte e prendere carta e penna avrebbe spezzato via quell’incanto.

E nel momento in cui sei davanti al foglio bianco?

Ramdlon / Pixabay

Avete mai provato a descrivere quello che avete provato qualche giorno prima e viverlo in maniera vivida? Sì, ammetto che alle volte dimentico la frase esatta o qualche passaggio, ma poi tutto ha una sua logica, perché è il percorso della creatività. Perché se dico che io le vivo quelle emozioni, è normale che me ne ricorderò, non in maniera così perfetta… ma poi chi dice cosa è perfezione e cosa non lo è?

Non sono mai stata la tipa di “fermi tutti ho l’ispirazione!”. Per me il processo creativo è molto ma molto più complesso!

Ma Stephen King?

Vi dicevo che in passato avevo un po’di timore a dire che le storie che scrivo le invento la sera per addormentarmi. Bene, anni fa ho letto un’intervista a Stephen King in cui lui spiegava che molte delle sue storie le crea la notte quando non riesce a dormire.

Siamo in ottima compagnia Eleonora Usai!

 

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2 thoughts on “L’ispirazione vien di notte: quando non ho sonno!

  1. Che bello il tuo post 🙂
    Allora è vero che la notte è il momento migliore per creare. La cosa assurda è che io dopo le 21 sono rimbambita e spengo il cervello, ma proprio prima di addormentarmi mi frullano in testa parole e frasi bellissime (che puntualmente dimentico).
    Mi fa piacere non essere sola <3

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